Con politerapia si intende l’assunzione concomitante di più farmaci di una stessa o diversa area terapeutica.
Come viene indicato dall’AIFA[1], l’Agenzia Italiana del Farmaco, la politerapia è un termine apparso nella letteratura medica oltre 150 anni fa, termine che oggi è sempre più utilizzato per indicare un fenomeno in costante crescita. Infatti a causa della transizione demografica, che crea un invecchiamento generale della popolazione, un numero sempre più elevato di pazienti anziani è affetto da molteplici patologie croniche, con trattamenti che seguono linee guida precise e concepite per raggiungere obiettivi legati ad ogni specifica malattia[2].
Questa panoramica si rispecchia principalmente nel mondo occidentale, dove i tassi di concepimento sono molto bassi, e la popolazione geriatrica è in costante aumento. In modo particolare questa situazione la ritroviamo in Italia, da molti anni ormai fanalino di coda in termini statistici. Basti pensare che nel 2022 il numero medio di figli per donna con cittadinanza italiana è stato di 1,18 (fonte Istat[3]), con un tasso di denatalità che non vede una frenata all’orizzonte, per un numero totale di 393mila neonati, sempre nel 2022 (-1,7% sul 2021 – fonte Istat[4]). L’età media della popolazione italiana inoltre è salita da 45,7 anni all’inizio del 2020, a 46,5 all’inizio del 2023, e proprio al 1° gennaio 2023, le persone con più di 65 anni sono risultate essere ben 14 milioni e 177mila, il 24,1% (quasi un quarto) della popolazione totale[5].
Tornando al nostro focus sulla politerapia, nel 2013 lo Steering Group Geriatrico dell’AIFA ha dedicato uno studio[6] [7] [8] per lo sviluppo di indicatori dedicati a misurare la qualità delle prescrizioni mediche all’interno della popolazione anziana, misurando allo stesso tempo la prevalenza degli indicatori stessi sul totale della popolazione italiana presa in oggetto[9]. Si tratta di uno studio di grande rilevanza, dal momento che la ricerca sulla qualità della prescrizione ha preso in considerazione la totalità della popolazione, e ha analizzato i dati estrapolati dall’Osservatorio sull’Impiego dei Medicinali (OsMed) dell’AIFA, che comprende tutti i farmaci soggetti a prescrizione medica e rimborsati dal Sistema Sanitario Nazionale[10]. Lo studio ha evidenziato, andando nel dettaglio, l’ampia diffusione della politerapia nella popolazione geriatrica in Italia, con più di 1.300.000 individui (11,3%) che ricevono contemporaneamente la prescrizione di ben 10 o più farmaci[11], un numero quindi veramente significativo e importante. Proseguendo, il gruppo di età risultato essere esposto al più alto carico farmacologico è quello tra i 75 e gli 84 anni di età, con il 55% dei soggetti trattati con un range di 5‐9 farmaci, mentre il 14% con 10 o più prodotti farmacologici[12].
Per quanto riguarda invece il periodo post Covid-19, secondo il Raporto OsMed 2022[13] – pubblicato il 7 agosto 2023[14] – in Italia si può notare come circa il 68,1% degli utilizzatori anziani abbia ricevuto prescrizioni di almeno 5 diverse sostanze nel corso dell’anno, e come addirittura più di un soggetto su 4 (28,6%) di età pari a o superiore ai 65 anni assuma almeno 10 principi attivi diversi[15]. Tali dati rispecchiano al meglio come sia frequente il ricorso alla politerapia negli over-sessantacinquenni, con un conseguente maggior rischio di interazioni causato dai farmaci assunti[16]. La presenza di un elevato numero di principi attivi nella popolazione molto anziana (>85 anni), indica inoltre la necessità di incentivare le attività di deprescrizione farmacologica – il cosidetto deprescribing – nell’ambito della medicina generale[17]. E per quest’ultimo punto appare evidente come vi sia una necessità di aumentare, all’interno della popolazione anziana, le attività di valutazione dell’appropriatezza prescrittiva, nonché di riconciliazione farmacologica e della già citata deprescribing[18]. Se osserviamo infine le combinazioni delle categorie terapeutiche più frequentemente prescritte nei soggetti che assumono più sostanze, è possibile notare una frequente combinazione di antipertensivi, ipolipemizzanti e farmaci per l’ulcera peptica[19]; per i pazienti in politerapia con più di 10 farmaci è necessario sottolineare inoltre la presenza costante di un antibiotico per ogni combinazione[20].
Un ulteriore argomento di grande rilevanze è dato dalle Linee Guida italiane per la corretta gestione della politerapia e delle malattie complesse, sviluppate dalla Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (SIGG), in collaborazione con altre cinque società scientifiche e pubblicato a fine 2021[21]. Le indicazioni contenute nel documento sono focalizzate sulla sospensione di farmaci di comune utilizzo per le malattie croniche, alcuni molto diffusi e abusati, come ad esempio i gastroprotettori e le statine[22]. Secondo il documento inoltre ogni anno si potrebbe togliere come minimo un farmaco dal carico terapeutico complessivo, a tutto vantaggio della qualità di vita del paziente, come hanno dimostrato numerose esperienze cliniche condotte su pazienti presso RSA, reparti ospedalieri o assistiti del proprio medico di medicina generale[23]. Il documento indica infine anche le regole che anziani e caregiver devono seguire per un corretto impiego dei farmaci: dalla lista aggiornata di tutti i medicinali agli strumenti per facilitarne l’assunzione[24].
A conclusione, di seguito vengono riportate sei regole di fondamentale importanza, tratte dalle Linee Guida sopra citate, per un corretto impiego di farmaci[25]:
- Fare la lista dei farmaci, che deve essere tenuta sempre aggiornata.
- Mettere al corrente il medico di tutti i farmaci che si stanno assumendo compresi quelli da banco come integratori e prodotti di erboristeria.
- Chiedere di rivalutare periodicamente le cure, coinvolgendo familiari o caregiver soprattutto se si hanno deficit di memoria o cognitivi.
- Evitare il fai-da-te, non interrompere o ridurre in autonomia le terapie prescritte.
- Usare strumenti anche digitali che facilitano l’assunzione corretta delle cure: dagli allarmi sul cellulari ai contenitori di pillole giornalieri o settimanali, alla scelta di farmaci che si prendono una volta al giorno o pillole che contengono due principi attivi.
- Cambiare lo stile di vita, a volte può bastare modificare alcune abitudini per ridurre il numero di farmaci, per esempio perdendo peso con dieta ed esercizio fisico.
Di Edoardo Greco
[1] https://www.aifa.gov.it/-/pazienti-con-multimorbilita-la-gestione-della-politerapia-e-i-rischi-delle-interazioni-farmacologiche
[2] Ibidem.
[3] https://www.istat.it/it/files/2023/10/Report-natalita-26-ottobre-2023.pdf
[4] Ibidem.
[5] https://temi.camera.it/leg19/post/OCD15_14972/rapporto-annuale-istat-2023-delineato-quadro-demografico-e-i-suoi-effetti-lungo-periodo-sulla-capacita-crescita-italia.html#:~:text=Al%201%C2%B0%20gennaio%202023,un%20quarto)%20della%20popolazione%20totale.
[6] https://www.aifa.gov.it/-/pazienti-con-multimorbilita-la-gestione-della-politerapia-e-i-rischi-delle-interazioni-farmacologiche
[7] https://www.aifa.gov.it/-/risultati-studio-working-group-geriatrico-aifa-su-appropriatezza-prescrittiva-negli-anziani
[8] https://www.aifa.gov.it/documents/20142/516919/Sintesi%20studio%20working%20group%20geriatrico_23-07-2013_rev_pf.pdf
[9] Note 6,7 e 8.
[10] Ibidem.
[11] Ibidem.
[12] Ibidem.
[13] https://www.aifa.gov.it/documents/20142/1967301/Rapporto-OsMed-2022.pdf
[14] https://www.aifa.gov.it/-/l-uso-dei-farmaci-in-italia-rapporto-osmed-2022
[15] Ibidem.
[16] Ibidem.
[17] Ibidem.
[18] Ibidem.
[19] Ibidem.
[20] Ibidem.
[21] https://www.insalutenews.it/in-salute/gestione-della-politerapia-nellanziano-prime-linee-guida-contro-labuso-di-farmaci-le-6-regole-doro/
[22] Ibidem.
[23] Ibidem.
[24] Ibidem.
[25] Ibidem.